Intervista a Pierluigi Battista, “La casa di Roma” in gara al Premio La Cava: “Volevo raccontare l’atmosfera in cui sono cresciuto”

di Mariateresa Ripolo

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Conosciamo più da vicino le 15 opere, le scrittrici e gli scrittori che parteciperanno alla quinta edizione del Premio Letterario “Mario La Cava”.
Le opere che quest’anno si contenderanno il prestigioso premio – ricevuto negli anni precedenti da Claudio Magris, Maria Pia Ammirati, Nadia Terranova e Donatella Di Pietrantonio – sono state attentamente selezionate da una giuria composta da Cinzia Leone, scrittrice vincitrice del premio assegnato dai lettori del Caffè nel 2019, Marco Gatto, docente dell’Università della Calabria, Giuseppe Lupo, scrittore e docente all’Università Cattolica di Milano, Pasquale Blefari, assessore alla Cultura del Comune di Bovalino, e Domenico Calabria, presidente del Caffè Letterario Mario La Cava. Anche in questa edizione, inoltre, sarà conferito il “Premio dei lettori”, assegnato dai soci del Caffè Letterario Mario La Cava.

Lintervista

Le nostre domande al giornalista e scrittore Pierluigi Battista, autore dell’opera “La casa di Roma”, pubblicata da La nave di Teseo.


Ha scritto molti libri, ma “La casa di Roma” è il suo primo romanzo. A cosa è dovuta questa svolta narrativa?

Si è trattato di un progressivo avvicinamento. I miei ultimi libri comunque sono cose che riguardano anche la mia vita: ho parlato di mio padre, di mia moglie, ho fatto un libro su mia figlia. Ritengo che la letteratura sia una porta laterale, ma molto importante, per avere la conoscenza delle cose, per capire i sentimenti, le emozioni, come le persone vivono in un certo momento storico, le loro reazioni. Questo può darlo solo un romanzo, che mi porto dietro da molto tempo e, superati i miei freni inibitori, ho deciso di andare avanti su questa strada.

È la storia di uno scontro tra poli opposti, il racconto di una famiglia in cui si parla di politica anche in chiave sentimentale in un certo senso. Come è nata l’idea di questo romanzo?

Non è un’autobiografia, ma è l’atmosfera in cui sono cresciuto io. Un’atmosfera che non c’è più perché la politica non ha più questo potere suggestionante, fascinoso e anche pericolosamente incline al fanatismo, che invece c’è stato in altri momenti storici.

Volevo raccontare questa atmosfera e che cosa è stata la nostra storia, ma anche le nostre canzoni, la nostra musica di accompagnamento, le nostre passioni e i nostri delitti, perché negli anni ’70 furono commessi dei veri e propri delitti, una violenza politica diffusa, endemica. Oggi questo sentimento politico, e dico fortunatamente, non c’è più. Preferisco passioni più fredde ma meno morti al giorno. E poi esistono anche altri linguaggi. I giovani di oggi hanno una sensibilità particolare per altre tematiche, penso ad esempio all’ambiente. E tutto sommato penso sia meglio così.

Si aspettava che la sua opera fosse selezionata dalla giuria del Premio Letterario Mario La Cava? Ne è contento?

Sono contentissimo e onorato. Non me lo aspettavo perché non ho scritto un libro pensando di ricevere dei premi, se poi viene selezionato vuol dire che è un lavoro che in qualche modo vale e ne sono felice.

Intervista di Mariateresa Ripolo

L’Autore

Pierluigi Battista è inviato e editorialista del «Corriere della Sera», di cui è stato vicedirettore dal 2004 al 2009. Ha lavorato come inviato alla «Stampa» e come condirettore a «Panorama». Per La7 ha condotto il programma «Altra Storia» (2003-2007).

Fra i suoi libri ricordiamo: La fine dell’innocenza. Utopia, totalitarismo e comunismo (Marsilio, 2000), Cancellare le tracce. Il caso Grass e il silenzio degli intellettuali italiani dopo il fascismo (Rizzoli, 2007), La fine del giorno. Un diario (Rizzoli, 2013), I libri sono pericolosi, perciò li bruciano (Rizzoli, 2014), Mio padre era fascista (Mondadori, 2016) e A proposito di Marta (Mondadori 2017).

L’opera

Può un romanzo mandare in pezzi un’intera famiglia? Quando Marco, un giovane sceneggiatore, decide di raccontare in un libro la storia della sua famiglia, non immagina le conseguenze che quelle pagine avranno sui suoi affetti più cari. Ordinando i ricordi della madre e dello zio, Marco insegue i fili della famiglia Grimaldi attraverso una lunga e irrisolta rivalità, quella tra il nonno Emanuele, “fascista antropologico” nato alla vigilia della marcia su Roma, e suo fratello Raimondo, “comunista granitico”, classe 1917 come la Rivoluzione bolscevica. Due fratelli divisi non solo dalle idee politiche, ma anche dalle scelte di vita: Raimondo, professore e partigiano, è amato e benvoluto dalla buona società; Emanuele porta con sé lo stigma dell’adesione alla Repubblica sociale, mentre cerca senza successo di lavorare nel mondo del cinema. Nel dopoguerra i due fratelli, nonostante si detestino, decidono di convivere nella stessa casa romana, Villa Caterina, dove i rispettivi figli crescono giocando insieme nel grande giardino comune. Ma la tensione degli anni Settanta riaccende le divisioni politiche tra i Grimaldi, e come un sortilegio antico la violenza torna a separare i due rami della famiglia. Mentre le ricerche di Marco proseguono, tra le pagine di un romanzo che, forse, non sarà mai scritto, emergono i personaggi, i caratteri, gli scontri, le miserie e le grandezze (se ce ne sono), le ambizioni frustrate, i tradimenti dei Grimaldi: una famiglia alle prese con i dolori, le fratture, le svolte dentro l’Italia degli ultimi decenni.

Le 15 opere in concorso

  • Per strada è la felicità – di Ritanna Armeni (Ponte alle Grazie)
  • La casa di Roma – di Pierluigi Battista (La nave di Teseo)
  • Io sono Gesù – di Giosuè Calaciura (Sellerio)
  • Macello – di Maurizio Fiorino (Edizioni e/o)
  • Il popolo di mezzo – di Mimmo Gangemi (Piemme)
  • Il calamaro gigante – di Fabio Genovesi (Feltrinelli)
  • I tuoni – di Tommaso Giagni (Ponte alle Grazie)
  • Mentre tutto cambia – di Fabio Guarnaccia (Manni)
  • Padre vostro – di Lou Palanca (Rubbettino)
  • Le maestose rovine di Sferopoli – di Michele Mari (Einaudi)
  • Cuore di furia – di Romana Petri (Marsilio)
  • Claretta l’hitleriana – di Mirella Serri (Longanesi)
  • L’invulnerabile altrove – di Maurizio Torchio (Einaudi)
  • La rinnegata – di Valeria Usala (Garzanti)
  • La quercia di Bruegel – di Alessandro Zaccuri (Aboca)